"Se incontri un essere umano nella folla, seguilo... non ti capiterà spesso" (D. Pennac)
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Nome: Leela
Una cittadina del mondo o, meglio, una straniera ovunque. Un albero esotico, insomma.
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I am a |
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Nei secoli è stato torre di avvistamento, castello, presidio militare, galera: ora quello che resta in cima a Favignana, del Forte di Santa Caterina, è solo rovine, immondizie e merd@ - nel senso letterale del termine. Uno sperone di roccia su cui spesso le nuvole si grattano la pancia. In compenso la vista e la suggestione sono incomparabili.
Ierinotte abbiamo cenato nel giardino di un castello insieme ad amici ed a altre 300 e rotti persone: bell'atmosfera, però. Stamattina siamo andati al lago ed abbiamo tirato fuori la Chiattona, la mia canoa di resina rossa. Così ho pagaiato su acque traquille e trasparenti mentre garzette bianche e libellule rossoblù volavano via al mio arrivo. Alla spiaggetta del canneto ho fatto il bagno con intorno uno stormo di rondini che sfioravano silenziosamente l'acqua. Le fronde degli ontani, sopra di me, lasciavano passare antipasti di sole e delle nuvole che stavano arrivando. L'ormai consueto temporale pomeridiano ci ha riportato a casa, dove ho piacevolmente poltreggiato a letto mentre i tuoni andavano e venivano.
Della mia anima ho fatto una fortezza solitaria ma sorridente, piena di piccole, sciocche cose.
A Favignana ci sono delle spiagge splendide ma quelle veramente "nuotabili" sono giusto un pugno (ed una sola quella sabbiosa, Lido burrone). In giugno, nelle ore critiche dell'arrosto, erano tutte già belle piene. Non oso pensare cosa possano arrivare ad essere in agosto, soprattutto quest'anno che la Ry@nair vola direttamente a Trapani.
Tre foto di Lido burrone ripreso da diverse angolature.
Due foto della celeberrima (a ragione) Cala rossa, detta così forse per il mare di sangue versatovi in occasione della prima guerra punica.
Queste, infine e rispettivamente, Cala azzurra, Cala del bue marino, Cala San Nicola e Cala cavallo. Ci sarebbero ancora altre spiagge ed altre tonnellate di foto da condividere ma per oggi ve le grazio, che voglio andare a spaparanzarmi a riposo...
Cominciamo la carrellata delle foto estive con qualche tramonto caramelloso immortalato tra il Monte Santa Caterina ed il porto. Lo so, lo so, dove vado finisco sempre per scattare le stesse immagini: del resto poco importa il posto se io son sempre la stessa...
Dopo la bufera romana di ieri sera - che ha raddoppiato a tre ore il mio tempo di ritorno a casa - oggi me ne sono stata lontana dal lavoro, tra visite mediche, mercato e faccenduole varie. Chicca manca solo da due giorni ma il vuoto lasciato in casa è immenso: incredibile che io rimetta a posto la sua stanza e che a fine giornata sia ancora ben ordinata... insomma, la salsiccia mi manca oltre ogni dire.
A completare il quadro la nostalgia delle Egadi, con Toto che per cena si è esibito in panelle calde ed insalata di polpo fredda. Apperò.
Come già anticipato oggi è una giornata veramente storica: finalmente, per la prima volta, da ora, l'Unione europea lascia che vengano liberamente immessi sul mercato ... i cetrioli storti . E ci voleva proprio.
Chicca è partita gaudiosa per la montagna dentro ad un grande bus verde, con tanti altri bimbi. Ed io mi appresto a pagare l'acconto per una nuova settimana di mare a fine agosto, a Ponza. Queste si, che son notizie.
Complici due bei turni lavorativi lunghi lunghi cascati tra capo e collo ieri ed oggi, la preparazione della valigia di Chicca e l'assenza di batterie cariche, non sono anora riuscita a scaricare le mie foto di Favignana... ma prima o poi ce la farò. Per ora vi delizio con la visione di un fiore che allieta i miei occhi nelle mattine estive: rustico, mattutino e blu. Come me.
p.s. a proposito di verdura ed ortofrutti non posso non citare questa gustosa storia del ritorno del cetriolo storto che ho appena letto. Enjoy it.
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/09/1059&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en
Come previsto il nostos è stato lungo e composito ma non periglioso nè stancante, ha preso però un giorno buono di tempo. Prima la traversata da Favignana insieme ai nostri amici veneti, con Chicca che ha pianto quando al porto di Trapani ha dovuto salutare le due altre ragazze. Il viaggio in auto verso Palermo è stato interrotto per una goduriosa mezza giornata di spiaggia a Castellammare del Golfo, una Rimini con un paesaggio notevole ed un mare mozzafiato - vedasi fotononmia. Poi la lunga, lunghissima crociera notturna in SNAV fino a Civitavecchia, di qui un breve viaggio in auto verso casa. E tre lavatrici di panni già mezzi asciutti al sole.
Vacanza che viene, vacanza che va. Tra tre giorni Chicca partirà per un mese in montagna organizzato dal mio ufficio mentre io ed il Toto resteremo al palo. A fine agosto, peraltro, si prevede una visita a casa nostra di Anja e delle sue bimbe - un vero piacere soprattutto per Chicca ma anche un gran casino - mentre per l'ultima settimana di agosto ci stiamo ancora affannando a far quagliare una nuova settimana di mare, a Ponza stavolta. Perchè, ragazzi miei, con tutti i posti che ci sono in Italia io d'estate mi rifiuto di andare all'estero in ferie, eh.
Approfittando del miglioramento del tempo stamattina siamo andati a Levanzo con l'aliscafo. una microisoletta verdissima con appena 80 abitanti fissi durante l'inverno. Nel porticciolo un mare increspato ma incredibilmente verde. Rocce, fichi d'india, pini: e poco più. Molto bella, quasi irreale, direi.
Domani è l'ultimo giorno di mare e di immense biciclettate mattutine in solitaria: che sabato mattina si ricomincia il nostos, il lungo viaggio di ritorno a casa.
Da domenica l'isola è il regno dei venti: continui, forti ed incrociati. Non permettono escursioni nelle isole vicine, rendono quasi impossibile fare il bagno o prendere il sole. Il che, combinato con l'orecchia ancora sofferente di Chicca e l'arrivo di Florile - il mio amico mensile - ci tiene lontani dalle spiagge. Uffa. Un posto tanto bello e non riuscire a fare tutto quel che si potrebbe o vorrebbe.
In cima a Favignana c'è un ex castello, ex carcere, ex presidio militare, ex tutto. Ora è solo un insieme di rovine e sporcizie battute dai venti, eppure ha ancora tanto, tanto fascino.
La salita si lascia fare abbastanza agevolemente per una scala a gradoni piantati nella roccia. Di quà e di la si staglia l'isola con la sua forma a farfalla, salendo tra i grandi ed alieni cespugli rossicci dell'Euforbia dendroides: un posto ben affogato nell'altrove, tanto per rubare un'espressione di Cinas.
Su, in vetta ad una catena montuosa a cinque punte: ritratta in maniera commovente da un antichissimo graffito, visto in una grotta visitata scavalcando un muretto con la guida.
Favignana offre poco, ma quel poco è splendido. Appena torno mi sa che vi affogo di foto naturalistico-storiche.
Il vento, qui a Favignana di solito sempre forte e mutevole, oggi ha raggiunto una potenza da depilare a secco: di andare al mare, nonostante il sole, manco a parlarne. Complice anche il sempiterno mal d'orecchia di Chicca, la mattinata è passata passeggiando piacevolmente per il paesino ed il porto, sbirciando i gesti antichi dei pescatori e sgranocchiando panelle calde. Nel pomeriggio, invece, si prevede con i nuovi amici veneti una passeggiatona fin sulla vetta più alta, 310 metri, dove giace un bel forte abbandonato: nella speranza che il maestrale non ci spazzi via con un colpo di coda... magistrale
Approfitto del computerino di mia figlia e dell'ottima connessione wifi del campeggio per sccrivere un post. Seduta ad un tavolinetto della direzione, infilata in ciabatte e pareo balinese, sulla testa un concerto di passeri che hanno nidificato tra travi e tegole, ascoltando anche "Wrong" dei Depeche Mode, che stasera suoneranno a Roma senza di me.
Nelle acque fredde e bellissime di Lido Burrone - quello nella foto che non è mia, io ne ho forse di migliori - stamattina mi sono dilettata nella cattura di una sessantina di meduse: facendo la delizia di mia figlia e delle sue occasionali compagne di giochi e salvando numerosi metri quadrati di pelle di bagnante. Tutto è molto piacevole e rilassato, agreste e marino ad un tempo, perfino Toto - almeno finora - è calmo e pacifico. Del resto sognava da almeno due anni, di venire a visitare Favignana.
Ieri ci siamo dedicati alla strepitosa quanto scomoda Cala Rossa, puntuta ed invasa dai turisti: oggi pomeriggio tocca alla visita dei giardini ipogei nelle vecchie cave di tufo, gialle e corrose dal vento come canyon, in compagnia di un vicino di bungalow che ha laurea e passione simili alle mie.
Per ora non soffia il vento, ma presto tornerà.
Finito di leggere "Ni Eve ni Adam" della Nothomb, come sempre in francese; corso tra casa, ufficio ed organizzazione X per tutta la giornata; comprata la biancheria nuova per la montagna di Chicca e fatte le valige, stasera Leela siederà al computer fino a tarda notte per preparare un "paper" per un prestioso Congresso, con scadenza dell'accettazione prevista per ... domani.
Carica di bagagli e libracci, circondata dalla sua sgangherata famigliola, sudata e priva di illusioni ma serena, domani sera Leela si imbarcherà alla volta della Sicilia: per trascorrere due settimane di sole, mare (e studio) a Favignana, la farfalla del Mediterraneo. Statemi bene e, mi raccomando, non dimenticate di innaffiare di tanto in tanto le piante e di dare una grattatina in testa alle email ;)
Un amico di una grossa - e dico veramente GROSSA - organizzazione internazionale mi prega da giorni perchè io vada a fare, a fine luglio, una missione in Turchia: interessantissima, prestigiosa e tutta pagata da loro e legalmente autorizzata dal mio ufficio. Come dire di no? Ma nei giorni della partenza ci dovrebbe essere Chicca che torna a casa dalla colonia montana: come dirlo a Toto?
Stamattina a Bruxelles, uscita dall'alberghetto, mi sono dedicata ad una visita veloce dei miei negozi preferiti di vestiti (prezzi piccoli & taglie grandi): c'era talmente tanta roba tra cui scegliere che non mi son comprata praticamente nulla... Un paio d'ore le ho poi piacevolmente trascorse con Anja, tra mille chiacchiere, qualche passeggiata ed una bella colazione salutista - ma cara ammazzata - da Exki.
Mentre il tempo volava implacabilmente, tanto che come sempre non ci è bastato per riuscire a raccontarci le ultime puntate delle nosrte vite, ci è arrivato un messaggio da Gyula, bloccato tra le mille chiacchiere di Bonn. Che in risposta al mio sms sul pesce tossico del Consiglio raccontava l'ultimo evento della sua riunione: il capo della delegazione bielorussa che, all'improvviso, è cascato morto in piena riunione. Maremma sovietica.
Il volo in Italia, il ritorno a casa, le mille corse della vita quotidiana che hanno ripreso già il sopravvento. Anja lontana, anche se il suo occhietto skype è molto verde, mentre noi ci prepariamo a partire per le ferie... tra tre giorni.
Dopo una piacevole ma tardissima "andata a letto", stamattina mi sono svegliata alle quattro ed è stata tutta una corsa verso Bruxelles. Una riunione senza fine e di una noia piramidale, una città oggi grigia, umida e scostante. Una Presidenza al pari delle altre volte, efficiente ed attiva ma totalmente vuota. Grandi critiche ed incertezze sul futuro dell'europa, anche in relazione alle ultimissime elezioni. Per finire alle sei gli altoparlanti che in due lingua hanno annunciato: "Le persone che abbiano consumato del pesce grigliato (pesce spada o tonno) nella sala blu del ristorante del Justus Lipsius e che presentino sintomi di malessere vogliano recarsi all'infermeria, oppure se tali sintomi emergano a casa vogliano prendere contatto col il pronto soccorso dell'ospedale più vicino..." Una grande risata liberatoria ha accolto il curioso ancorchè pericoloso annuncio: evidentemente nessuno di noi ha assaggiato dui quel pesce... Ci sono volte in cui Bruxelles mi piace meno del solito, soprattutto d'estate quando la mia terra patria rurale è gradevolmente piena di colori, odori e sapori. E, soprattutto, quando Gyula non c'è e se ne sta bloccato da giorni a Bonn. Insomma, io ora vado a spararmi una bella cena a base di sushi, alla faccia di metalli pesanti, bioaccumulazioni e parassiti: del resto si vive (e si muore ) una volta sola.
Ciondolante tra maltempo, stanchezza e pigrizia, oggi ho trovato una mezz'ora per portare Chicca a cogliere more di gelso, sia nere che bianche - più buone le seconde. Gli alberi lungo la strada erano carichi di frutti dolci, pare non ci sia pù nessuno in grado di apprezzare queste piccole sorprese di gusto. Chicca invece si: le ho insegnato a dare una forma alle nuvole, a cacciare quadrifogli ed a rispettare la via degli insetti. Tutte cose utilissime, eh.
Per il secondo anno di seguito papà ha fatto piovere dal cielo dei piccoli arretrati, sufficienti a pagare le due settimane al mare di mamma. Mentre noi, oltre alle due settimane nella "farfalla del Mediterraneo" che presto cominceranno, forse faremo un'altra settimana a fine agosto insieme ai nostri amici italo-malesi: forse alle Cinque Terre, forse a Ponza. Dettagli ;)
La riunione si e´chiusa tra mille chiacchiere, duemila gentilezze degli ospiti locali, tremila tonnellate di ottimo e raffinato cibo per una cena a buffet organizzata in questo castello qui. Dove, forse per la prima volta in vita mia, ho assistito dal vivo ad un concerto di flauti traversi e clavicembalo. La vita fa strani giri.

Infilati nel solito minibus siamo stati portati in una nuova, graziosa cittadina. Dove siamo stati elegantemente - ma fermamente - riempiti di cibo, chiacchiere e cure per l'intera giornata in una sala barocca assolutamente sovradimensionata. Con una cena offerta dal sindaco, ollalà, che parlava perfino inglese.
Tutto sembra nuovo, pulito e ben tenuto qui. Molto il verde ed i giovani. L'atmosfera generale è gentile, educata... ed un po' vuota. Insomma, non sono mai contenta... ma il Paese è bello, però, molto più moderno e sviluppato di come me lo ricordavo. Assolutamente imparagonabile con l'incivile italia :(
La prima ed unica volta che venni a Praga, undici anni fa, fu per quell'incontro in cui conobbi Gyula, il mio carciofo prediletto. Ed oggi nell'aeroporto lucidobrillante non riconoscevo una beneamata sega: te credo, il terminal è nuovo ed ha appena tre anni. Come buona parte dei sobborghi supermoderni di Praga, cresciuti con la velocità di un cancro appena fuori l'aeroporto.
In un ufficio svuotato dal ponte, in una Roma sferzata dalla pioggia, oggi lavoro ascoltando l'ultimo CD dei Depeche Monde. E festeggiando il quindicesimo anno della mia entrata in questa amministrazione, fonte di grandi soddisfazioni per me e di sopravvivenza per la mia famiglia.
Il trenino antidiluviano sbuffava e mi portava a Roma attraversando paeselli e campi fioriti come questo, con in più le pennellate blu-viola della vicia cracca. I papaveri fioriti ondeggiavano in massa sui binari dietro al treno, quasi danzando. Alla fine di quella corsa, in una giornata di sole, il resto della mia vita mi aspettava.
p.s. dimenticavo: domani parto per lavoro e me ne vo per quattro giorni nella Repubblica Ceca. Toto, per una volta, stranamente non sembra furioso. Coverà mica qualcosa? ;)